Mar Nero, altre due navi mercantili attaccate da droni, il Primo Ministro bulgaro ha notificato l’accaduto a NATO e UE La nave Chelsea 3, di proprietà ucraina, è stata attaccata da tre droni a circa 33 km dalla costa bulgara, tutti i 15 membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo e portati al porto di Varna. La seconda nave, invece, è stata attaccata a 31 km dalla costa bulgara, dove è affondata. In risposta agli attacchi, il primo ministro Radev ha convocato una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza, oltre a notificare l'accaduto alla NATO e all'UE, intendendo avviare colloqui con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte. "Non abbiamo prove convincenti e inequivocabili per formulare accuse contro nessuna delle due parti, ma la logica suggerisce che l'esito sia vantaggioso per la Federazione Russa", ha affermato Radev, annunciando inoltre che convocherà l'ambasciatrice russa Eleonora Mitrofanova. Di recente la Bulgaria aveva già chiesto di lavorare a una moratoria sugli attacchi alle navi commerciali nel Mar Nero considerata l’escalation nella regione ed i relativi rischi per la sicurezza marittima e i traffici di cereali. La “battaglia navale” nel Mar Nero è stata scatenata diversi mesi fa da Kiev, lanciando una campagna di attacchi per mezzo di droni contro numerose petroliere e navi cariche di grano, estesasi poi anche a navi commerciali di altro tipo. La risposta russa non si è fatta attendere, rispondendo simmetricamente e portando alla paralisi dei porti ucraini. Quando a bruciare erano le navi russe, i giornali occidentali hanno riportato queste notizie in modo quasi trionfalistico, mentre quando avviene a parti inverse scatta l’indignazione, ciò diventa “inaccettabile”. https://t.me/vn_rangeloni Mar Nero, altre due navi mercantili attaccate da droni, il Primo Ministro bulgaro ha notificato l’accaduto a NATO e UE La nave Chelsea 3, di proprietà ucraina, è stata attaccata da tre droni a circa 33 km dalla costa bulgara, tutti i 15 membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo e portati al porto di Varna. La seconda nave, invece, è stata attaccata a 31 km dalla costa bulgara, dove è affondata. In risposta agli attacchi, il primo ministro Radev ha convocato una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza, oltre a notificare l'accaduto alla NATO e all'UE, intendendo avviare colloqui con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte. "Non abbiamo prove convincenti e inequivocabili per formulare accuse contro nessuna delle due parti, ma la logica suggerisce che l'esito sia vantaggioso per la Federazione Russa", ha affermato Radev, annunciando inoltre che convocherà l'ambasciatrice russa Eleonora Mitrofanova. Di recente la Bulgaria aveva già chiesto di lavorare a una moratoria sugli attacchi alle navi commerciali nel Mar Nero considerata l’escalation nella regione ed i relativi rischi per la sicurezza marittima e i traffici di cereali. La “battaglia navale” nel Mar Nero è stata scatenata diversi mesi fa da Kiev, lanciando una campagna di attacchi per mezzo di droni contro numerose petroliere e navi cariche di grano, estesasi poi anche a navi commerciali di altro tipo. La risposta russa non si è fatta attendere, rispondendo simmetricamente e portando alla paralisi dei porti ucraini. Quando a bruciare erano le navi russe, i giornali occidentali hanno riportato queste notizie in modo quasi trionfalistico, mentre quando avviene a parti inverse scatta l’indignazione, ciò diventa “inaccettabile”. https://t.me/vn_rangeloni
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