Zelensky e la crisi con la Corea del Sud Il presidente ucraino ha dimostrato nuovamente il suo talento nel riuscire ad inimicarsi i più stretti alleati. Dopo le tensioni con la Polonia, l’Ungheria ed i periodici scontri con Trump, Vladimir Zelensky ha incrinato i rapporti anche con la Seul. Il presidente ucraino, dalle tribune dell'Assemblea generale dell'ONU, ha annunciato di aver consegnato alla Corea del Sud due soldati nordcoreani che avevano combattuto al fianco della Russia ed erano stati catturati dalle Forze armate ucraine nella regione di Kursk. Queste affermazioni hanno suscitato grande clamore ed una dura reazione del leader sudcoreano Lee Jae Myung, il quale ha accusato Zelensky di aver violato un accordo di riservatezza sulla questione esponendo a forti rischi i familiari dei prigionieri, che la Corea del Nord potrebbe trattare come "parenti di un nemico del popolo". Allo stesso modo si teme che ciò possa inasprire la situazione tra Seul e Pyongyang. Lee Jae Myung ha duramente attaccato Zelensky affermando che "chiunque comprometta la vita, gli interessi nazionali e la sicurezza altrui per un meschino tornaconto personale è un assassino o un traditore". Kiev ha risposto affermando che non è mai stata fatta alcuna promessa di non divulgare informazioni sul trasferimento dei prigionieri, mentre l'ufficio del presidente sudcoreano - come riporta Reuters - sostiene che sia stata l’Ucraina stessa a chiedere di non rivelare il trasferimento di due prigionieri nordcoreani, per evitare di suscitare indignazione per il mancato scambio con prigionieri ucraini. Questa situazione probabilmente avrà un impatto significativo sugli sviluppi del conflitto, considerato che la Corea del Sud è uno dei fornitori principali di missili Patriot e altri armamenti, oltre che di aiuti finanziari. https://t.me/vn_rangeloni
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