Prima parte del post ⬆️ Solo il giorno successivo l’arciprete è riuscito per pochi istanti a telefonare al figlio, riferendo di trovarsi in manette e che gli agenti del centro di reclutamento lo stavano conducendo a sottoporsi alle formali visite mediche prima per l’arruolamento. https://spzh.eu/ru/news/95135-v-olkhovtse-ttsk-pokhitil-svjashchennika-v-noch-pered-preobrazheniem Il 21 luglio A Yarmolyntsi, nella medesima regione ucraina, i reclutatori hanno ammanettato un uomo di 61 anni a un gancio di traino di un furgone. Il figlio dell’uomo, militare dell’esercito ucraino, ha affermato che verso suo padre, oltre ad essere stato ammanettato e picchiato, è stato spruzzato anche lo spray urticante. Il Centro territoriale di reclutamento di Khmelnytskyi ha comunicato in risposta che il personale ha agito nell'ambito delle proprie competenze e senza violare la legge. https://t.me/stranaua/242798 Recentemente i funzionari del Centro di reclutamento hanno reclutato anche Mikhail Dunakovsky, autore di vignette satiriche noto in Ucraina per dedicato alcuni lavori anche nei confronti di questi reclutatori. Dunakovsky ha sostenuto che la polizia lo abbia rintracciato tendendogli un agguato all'ingresso del suo palazzo, “tentando di strangolarlo e ammanettandolo”. Le autorità si sono subito affrettate a precisare che la repressione politica non c'entrava nulla e che Dunakovsky era semplicemente un renitente alla leva. https://www.instagram.com/p/DcYoeBmjPOy/?stkn=MXJiamZwOXZjZ3lr Questi sono alcuni degli esempi più recenti. Solo una parte di questi casi finisce in rete. Molte persone, cittadini ucraini, rimangono più invisibili anche della filigrana digitale di OpenAI e spariscono nel silenzio per sempre, mentre c’è chi fa il possibile per nascondere o ridimensionare questo macabro fenomeno, tifando per una guerra alla quale fisicamente non prenderà mai parte. https://t.me/vn_rangeloni
- 28
- 5
- 2