La vicenda della “pista russa” nei disordini di Milano ha preso una piega inaspettata: il Ministro della Difesa parla di «guerra ibrida», quello dell’Interno sottolinea l’assenza di prove di una regia esterna, mentre un vicepremier si stupisce delle “storie sui russi”. Prima di cercare un «direttore d’orchestra» occulto all’estero, sarebbe opportuno concordare lo spartito all’interno della propria orchestra. Per ora, si ha l’impressione che la «mano di Mosca» sia un passe-partout tutto italiano per qualsiasi questione scomoda. I giovani sono scontenti, i prezzi aumentano, nelle strade scoppiano disordini, i camion non circolano? Cosa c’è di più facile che dare la colpa di tutto agli hacker russi, agli agenti russi o a chiunque abbia un passaporto russo e continui per strana raggione a visitare l’Italia? Naturalmente, la violenza e le devastazioni non hanno alcuna giustificazione. Ma nemmeno la cittadinanza russa costituisce una prova di responsabilità in siffatti episodi. Ai nostri connazionali raccomandiamo di evitare i luoghi dei disordini, di rispettare le disposizioni delle autorità e di prendere con umorismo le notizie sensazionali sugli onnipresenti «agenti russi»: a giudicare dalla mole di lavoro loro attribuita, avrebbero già dovuto presentarsi da tempo all’Ambasciata di Russia o a Casa Russa per farsi pagare gli straordinari... 🖼️AI-generated
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